TRENTO - Toglietele tutto, ma non la tivù. Mettetevi nei panni della signora Livia, 78 anni, che vive sola in mezzo alle montagne di una splendida valle trentina, senza uscire di casa da novembre ad aprile, con il televisore acceso dal mattino alla sera. Quando nei giorni scorsi ha visto sparire le immagini dallo schermo, ha preso il telefono e ha chiamato gli “angeli del decoder”: «Aiuto, non mi funziona più la tivù». È solo una dei seimila anziani trentini che finora hanno ricevuto l’installazione a domicilio del decoder per il digitale terrestre. Persone sole che non possono (o non vogliono) contare sull’aiuto di figli e nipoti e che si fanno prendere dall’ansia di fronte alle matasse di cavi e al nuovo telecomando, figuriamoci se sono in grado di risintonizzare i canali, magari più e più volte come sta succedendo in questi giorni in Trentino, per andare a caccia di emittenti disperse nell’etere con lo spegnimento dei ripetitori analogici. Ecco l’altra faccia della rivoluzione d...
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