Introduzione Quando si parla di NB-IoT, una delle domande più frequenti è: dove viene trasmesso realmente il segnale? Utilizza un canale dedicato oppure condivide le risorse della rete LTE? La risposta non è univoca, perché il 3GPP ha previsto diverse modalità di implementazione, ciascuna con vantaggi e compromessi in termini di efficienza spettrale, capacità e copertura. L'integrazione dell'Internet of Things (IoT) nelle reti cellulari esistenti richiede una conoscenza approfondita delle modalità con cui le risorse radio vengono allocate all'interno dello spettro LTE. Uno degli aspetti meno immediati riguarda l'identificazione della reale posizione delle risorse NB-IoT, poiché alcune implementazioni non risultano immediatamente riconducibili alla griglia LTE standard, rendendo l'analisi complessa anche dal punto di vista strumentale. Per questo motivo è stata condotta un'attività di analisi sperimentale mediante strumentazione dedicata, con l'obiett...
Per saperne di più sulla Rete Wireless Hiperlan, nel comune di Pianoro a Bologna Gli apparati compatibili con questo standard a 5 GHz hanno emissioni elettromagnetiche limitate, a norma di legge, a 1 Watt EIRP, quindi inferiori a quelle di un'antenna per cellulari. Lo standard opera in banda ISM su frequenze dei 5,4 GHz e prevede un throughput teorico di 54 Mb/s. Lasciando libertà all'implementazione a livello datalink, sono state sviluppate varie evoluzioni proprietarie che raggiungono velocità fino a 300 Mb/s sempre in banda ISM a 5 GHz, con un raggio di copertura che può arrivare fino a 60 km (in pratica, da test effettuati, si resta intorno ai 5–7 km, come nei test Hiperlan eseguiti a Pianoro). L'Ufficio Europeo della Radiocomunicazione (ERO), che opera nell'ambito delle decisioni della CEPT (Conferenza Europea delle Poste e Telecomunicazioni), ha definito lo standard HIPERLAN con una direttiva del 29 novembre 1999, relativa all'armonizzazion...